Mondo Nuovo: paura

Mondo Nuovo: paura

Marzo 15, 2020 1 Di Marta Cerù

Oggi le parole le catturo da mio figlio Simone O’Farrell, diciannove anni, storico nell’animo da quando a due anni studiava il mondo dei dinosauri. Mi lancia questo suo scritto che condivido, per dare spazio alla sua voce di scrittore, che ha appena finito di leggere “Il Mondo Nuovo” di Aldous Huxley (Edizioni Oscar Mondadori). È una pillola di saggezza, da un giovane per i giovani ai quali stiamo consegnando il nostro vecchio mondo. Suona come un monito, un avvertimento, ma è un appello sincero a non sottovalutare mai il valore della speranza, del tempo e della vita in ogni sua forma. Il testo che segue è di Simone O’Farrell:

“Restate a casa! Non preoccupatevi! Andrà tutto bene!” Gridano gli italiani dai terrazzi e dalle finestre spalancate. Sono spalancate per fare entrare un po’ di luce, per arieggiare l’appartamentino in cui intere famiglie, che a malapena si sopportano vedendosi per poche ore al giorno, sono relegate con una doppia missione: ritrovare un senso civico e di comunità perduto ormai da molti anni e scoprire il valore del tempo. 

Disegno di Aurora

Fino a ieri il nostro mondo era quasi adolescenziale, non succederà mai a me! Non morirò mai! Stamattina ci siamo svegliati e la vita ci ha riportati tutti con i piedi per terra, ci ha sbattuto in faccia una ‘nuova’ realtà che, veramente, è nuova solo per chi sta qui da pochi decenni, una novità che, per chi conosce la storia di queste piccole arroganti e meravigliose scimmie chiamate umani non è affatto sorprendente. E allora ci chiudiamo in casa, noi italiani, perché ce lo dice il governo, perché ce lo dice la nostra coscienza, perché anche se io non ho paura c’è chi ne ha e giustamente! La paura fa bene, fino a un certo punto, ci fa agire con responsabilità e anche se c’è chi il virus lo sbeffeggia, sotto sotto lo sappiamo tutti che bisogna fare così. 

È paradossale come in un momento in cui l’altro può significare essere contagiati, gli italiani si stiano rendendo conto cosa significhi stare con l’altro, ritrovino il valore del tempo trascorso con la famiglia e con gli amici, in un mondo dove le priorità diventavano sempre di più contare quanti like si era presi alle foto postate sui social o mostrare di che marca è la tua cintura. Forse ora questa ‘sana’ paura ci farà rendere conto che quel che importa veramente è stare insieme, ballando, cantando, suonando, litigando. Che quel che conta è svegliarsi ogni giorno ed essere felici di esistere, che le persone a cui vogliamo bene sono in salute e al sicuro, e che viviamo in Italia, che in fin dei conti non è messa cosi male. Non sono e non saranno tempi facili questi, ma gli strumenti per andare avanti li abbiamo e se vengono sfruttati con saggezza e lungimiranza da parte di tutti, con dei ‘piccoli’ sacrifici, riusciremo ad imparare a vivere in questo ‘Mondo Nuovo’ che dietro l’angolo cela dei grandi ostacoli, alcuni molto più ardui da superare del Coronavirus

Se prenderemo questi mesi come una lezione, se riconosceremo che le cose che ci separano sono insignificanti rispetto a quelle che vorrebbero distruggerci, se metteremo al primo posto la vita nostra e quella degli altri con gentilezza e generosità, ci sarà la migliore possibilità che vada veramente tutto bene, non perché ce lo dice il governo, ma perché ce la siamo creata noi stessi. (by Simone O’Farrell)